UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Fiducia e speranza

“‘Non temere, perché sono con te’ (Is 43,5). Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”. È il tema scelto da Papa Francesco per la LI Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che sarà celebrata domenica 28 maggio 2017.
29 settembre 2016
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“‘Non temere, perché sono con te’ (Is 43,5). Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”. È il tema scelto da Papa Francesco per la LI Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Lo rende noto (come consuetudine nella festa degli Arcangeli, il 29 settembre) la sala stampa vaticana, diffondendo un comunicato della Segreteria per la comunicazione.

La Giornata delle comunicazioni sociali viene celebrata in molti Paesi la Domenica che precede la Pentecoste (nel 2017, 28 maggio). Il messaggio del Papa per la Giornata viene tradizionalmente pubblicato in occasione della ricorrenza di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti (24 gennaio). Questa Giornata è l’unica ad essere stata istituita dal Concilio Vaticano II. La relativa disposizione è contenuta nel paragrafo 18 del decreto Inter Mirifica.

“Un invito a raccontare la storia del mondo e le storie degli uomini e delle donne, secondo la logica della ‘buona notizia’ che ricorda che Dio mai rinuncia a essere Padre, in nessuna situazione e rispetto ad ogni uomo. Impariamo a comunicare fiducia e speranza per la storia”- si legge nel testo diffuso dalla Segreteria per la comunicazione.

“Anestetizzare la coscienza o farsi prendere dalla disperazione - viene spiegato, illustrando la scelta del tema - sono due possibili malattie alle quali può condurre l’attuale sistema comunicativo. È possibile che la coscienza si cauterizzi, come ricorda Papa Francesco nella Laudato si’, a causa del fatto che spesso professionisti, opinionisti e mezzi di comunicazione operando in aree urbane distanti dai luoghi delle povertà e dei bisogni, vivono una distanza fisica che spesso conduce a ignorare la complessità dei drammi degli uomini e delle donne. È possibile la disperazione, invece, quando la comunicazione viene enfatizzata e spettacolarizzata, diventando talvolta vera e propria strategia di costruzione di pericoli vicini e paure incombenti”.

Ma in questo “frastuono”, prosegue la Segreteria, “si ode un sussurro: ‘Non temere, perché sono con te’. Nel suo Figlio, Dio si è reso solidale con ogni situazione umana e ha rivelato che non siamo soli, perché abbiamo un Padre che non dimentica i propri figli. Chi vive unito a Cristo, scopre che anche le tenebre e la morte diventano, per chiunque lo voglia, luogo di comunione con la Luce e la Vita. In ogni avvenimento cerca di scoprire cosa succede tra Dio e l’umanità, per riconoscere come Egli stesso, attraverso lo scenario drammatico di questo mondo, stia scrivendo la storia di salvezza. Noi cristiani abbiamo una ‘buona notizia’ da raccontare, perché contempliamo fiduciosi l’orizzonte del Regno”. Da qui l’invito a imparare a “comunicare fiducia e speranza per la storia”.

“Un richiamo alla responsabilità dei professionisti della comunicazione - precisa monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione - perché servano la verità, senza invece servirsi della propria professione o del proprio ruolo per creare smarrimento, sconcerto, perdita di fiducia e di speranza”. Nel tema scelto per il 2017, aggiunge il Prefetto, “viene sottolineata la certezza di non essere mai soli ma, secondo la promessa, siamo immersi nell’amore di Dio, che permette di scorgere in ogni situazione dell’umano, anche la più drammatica, la possibilità di una speranza, di un ritrovato senso dell’esistenza, di un orizzonte possibile di pace. E questo vale in modo particolare per gli operatori della comunicazione”. Il prefetto della Segreteria ricorda, al riguardo, quanto afferma Noam Chomsky, intellettuale statunitense: “La vita è un’avventura piena di gioia e di speranza, basata piuttosto sull’impulso a costruire che sul desiderio di mantenere ciò che si possiede o di impadronirsi di ciò che è posseduto dagli altri”. Insomma, conclude Viganò, l’invito per questo appuntamento annuale è imparare raccontare la storia, secondo la logica della ‘buona notizia’”.

(www.agensir.it)